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di GEORGES TABACCHI
* Codirettore Biennale
della Prossimità

Mancano pochi giorni al via della Biennale della prossimità, l’appuntamento di portata nazionale dedicato all’impegno civile e alla cittadinanza attiva. Genova, città fraterna e solidale, si prepara ad accogliere i rappresentanti di un centinaio di organizzazioni non profit che si confronteranno e scambieranno idee e pratiche per tornare al proprio impegno quotidiano più competenti e motivate.

Operatori, cittadini e amministratori si incontreranno nel Centro storico, in 4 piazze tematiche dedicate a inclusione e diritti, lavoro e innovazione, consumi sostenibili, riqualificazione urbana e problemi dell’abitare. Un’Italia che si racconterà a Genova per tre giorni, dal 10 al 12 ottobre, nei luoghi messi a disposizione dal Comune: la Loggia di Banchi, Piazza Don Gallo, Palazzo della Commenda di Prè, La Maddalena e i Giardini Luzzati. In questi anni abbiamo assistito a uno straordinario sviluppo di iniziative di vicinanza, progetti orientati al sostegno di persone fragili e allo sviluppo di comunità. Queste iniziative riguardano luoghi di acquisto collettivo a basso costo, centri di socialità luoghi di attivismo civico, spazi per la ricerca del lavoro e molto altro…

La Biennale della prossimità vuole essere lo spazio ideale dove far incontrare le tante idee ed esperienze della società civile, che stanno scrivendo un pezzo della società di domani. Quelle esperienze che stanno lavorando insieme per dotare i territori di beni comuni realizzabili e sostenibili, obiettivo raggiungibile soltanto attraverso la collaborazione tra mondi diversi in un dialogo tra società civile e Enti Locali.

C’è fermento dal basso per la Biennale: in tutte le regioni italiane qualcuno ne sta parlando. Le grandi organizzazioni nazionali non si sono ancora fatte avanti, forse per timore di sostenere un’iniziativa inedita e che potrebbe anche essere un flop. Noi non ci siamo fatti scoraggiare, nemmeno quando sono arrivati i primi no alla sponsorizzazione dell’evento. Comunque vada, il lavoro e la fatica dell’organizzazione ha rinforzato la conoscenza e i legami tra le organizzazioni promotrici e alimentato la curiosità insaziabile di chi vuole incontrare e conoscere l’altro. Abbiamo pensato a una fiera del sociale per incontrare chi fa cose simili ma anche mondi diversi, per renderci visibili a un pubblico più ampio e migliorare il nostro dialogo con i non addetti ai lavori. Sperimentare linguaggi nuovi per raccontare il sociale non deve spaventarci, anzi possiamo sfruttare questa occasione per interrogarsi sul nostro modo di raccontarci.

Ci troverete nel centro storico, nelle piazze, nei vicoli di Genova. A diretto contatto con i passanti. Abbiamo scelto Genova in onore alla sua bellezza cantata da persone come De Andrè, che stava dalla nostra parte, e animata da un uomo che ha lasciato un enorme vuoto in città ma anche un messaggio di grande speranza: Don Andrea Gallo. La Biennale della prossimità avrà il suo culmine sabato 11 ottobre, attraverso workshop, mostre, performance, laboratori, reading e altre iniziative gestite da organizzazioni del terzo settore e gruppi informali provenienti da tutto il territorio nazionale. Le organizzazioni e i gruppi di cittadini che vogliono aderire alla Biennale raccontando la loro esperienza di impegno sociale possono contattare la rete dei promotori attraverso la pagina web www.prosimita.net

Fonte: Repubblica Genova.it